Meet the Mentor Mario Scuderi, TIM #Wcap Catania

28 anni

Laurea in ingegneria gestionale

Com’è? Visionario ma pragmatico

Cosa si aspetta dalle startup 2015? Sperimentazione continua

Cosa darà alle startup 2015? Sarà lo strumento per raggiungere i loro obiettivi

 

Nelle startup la qualità della componente umana è fondamentale. È importante valutare come funziona e soprattutto quanto funziona in relazione ad altre persone. Quindi, la sfida è quella di capire se ci sono delle regole da seguire e replicare.

Facendo questo lavoro e grazie a un maestro come Salvo Mizzi, ho scoperto di avere una buona capacità di comprensione delle persone. Mi riesce di inquadrare il loro carattere e immaginarne all’incirca gli sviluppi. Una qualità che nel valutare i team risulta fondamentale.

Non bisogna diventare indispensabili per una startup. Il mentor per loro deve essere solo uno strumento. Dico sempre ai team: “Sfruttatemi il più possibile”. Non sono il pilastro, ma la cazzuola e il secchio. Non bisogna essere troppo invasivi.

L’impresa è 0,5% idea e 99,5% execution. Ovvero riuscire a far sì che la startup stia in piedi. L’execution è la capacità dell’imprenditore di mettere insieme determinate persone con precise competenze e farle lavorare a un unico progetto. Persone che riescano a fare qualcosa. Da questo si costruisce tutto il resto: gli investimenti, il supporto e altro.

Posso avere l’intuizione, i soldi, il mercato, ma senza il trust tutti questi elementi non si allineano e non possono creare valore. E qui non parlo necessariamente di profitto economico. Se devo essere sincero, il profitto lo vedo come una conseguenza, un “nice to have” piuttosto che un “must have”. A me interessa l’impatto che il progetto ha sulle persone. Lo puoi ottenere facendo una sedia comoda così come producendo uno smartphone che rivoluzioni il settore.

Come dice Marc Andreessen, la grande company e il grande imprenditore sono sempre “mission-driven”, guidati da un obiettivo, da una missione che non sia esclusivamente quella di fare soldi. Ecco, quando valuto i team faccio sempre attenzione che siano “mission-driven”. Se noto “mercenary-driven” non li considero granché. Se ci si concentra solo sul denaro non si genera valore, ma denaro fine a se stesso, appunto. Insomma, per fare soldi ci sono mille altre strade diverse dall’impresa come la intendo io.

La differenza sostanziale tra speculazione e impresa è che la prima non ha visione di lungo periodo. Il lungo periodo intimorisce, è complesso da gestire. Un obiettivo a cinque, dieci, vent’anni è un’operazione per chi ha coraggio e molta forza. Bisogna sempre avere il pensiero del lungo periodo, della prospettiva. Anche quando si hanno sessant’anni, bisogna pensarci non per se stessi ma per chi ci succederà. Se riconosco questo modo di fare, di pensare e di agire nelle persone nel day by day, allora diventa qualcosa di certamente interessante. Chi invece sta tutto il giorno a monitorare un indice che va su e giù cercando il momento migliore per comprare e vendere mi affascina molto meno.

Quello che fa TIM #Wcap è straordinario. Il progetto è grandioso perché cerca senza sosta i nuovi visionari. Coloro che creeranno nuovi modelli di business su scala mondiale.

Quando valuti un’azienda perché ti concentri sulle persone? Perché il mercato, le idee, le esigenze, le tecnologie nel tempo cambiano. Si evolvono. Le persone, invece, sono sempre persone. Quindi non investo su un trend, investo su delle persone che mi immagino possano adattarsi ai diversi trend. Se un trend non dovesse funzionare, quantomeno so che ho delle persone valide su cui contare.

Pensate a un giocatore di calcio. Se è un talento, lo puoi mettere dappertutto in campo, riuscirà sempre a giocare bene. Saprà come muoversi, avrà la capacità di interpretare il gioco. Poi è ovvio che ogni giocatore ha un ruolo, ma gioca sempre in funzione dello schema della squadra. Anche nel mondo dell’impresa è così: hai dei talenti e hai il compito di capire dove farli giocare, in che posizione. Tuttavia devono essere tutti giocatori che sanno muoversi, ovunque li metti. Se hai una squadra del genere, riesci comunque a portare avanti la partita. E prima o poi vinci.

 

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