Startup al go. Spreaker, la social web radio fai-da-te

In partenza grazie a un finanziamento di 250 mila euro, Spreaker è una nuova startup italiana che consente di farsi una propria radio e condividerla con la community del web. Vi raccontiamo un po' di più del servizio e della formula di finanziamento, anch'esso tutto italiano.

spreaker_logoQuella di avviare una propria emittente radiofonica era il sogno di molti giovani degli anni Settanta, oggi probabilmente surclassato dalla eccezionale disponibilità di strumenti di espressione e condivisione, grazie all’avvento del web. Strumenti che abilitano la diffusione di contenuti multimediali, quindi sicuramente più evoluti.

Quello radiofonico, tuttavia, non ha mai perso il suo fascino. Oggi, per fortuna, archiviati gli scantinati con le postazioni rudimentali delle coraggiose ‘radio libere’ dei nostri genitori, il web consente vie di trasmissione alternative. Come spesso accade, poi, la Rete rimescola funzioni e crea modi di usarle inediti e nuovi bisogni.

È il caso di Spreaker, che potremmo definire una social web radio, volendo essere un po’ giornalistici. Si tratta di una piattaforma pensata per creare e condividere vere e proprie emittenti radiofoniche fai-da-te.

Il progetto è tutto italiano ed è appena partito in startup grazie ai finanziamenti di Italian Angels for Growth, l’associazione di business angel italiani che interviene a supporto delle idee di business in fase early stage. Il primo round di investimento su Spreaker è stato di 250 mila euro.

La neonata impresa nasce da quattro ingegneri bolognesi che si sono dati un obiettivo: inventare un nuovo spazio interattivo e sociale, nel quale ogni persona, artista, media company o impresa possa dar vita al proprio show radiofonico con la massima facilità.

Il tutto grazie a una tecnologia esclusiva che consente di creare un programma radiofonico fatto di parlato e brani mixati direttamente online, attraverso una deejay console virtuale del tutto simile a quella utilizzata da professionisti. Pochi clic e il gioco è fatto: il programma è pronto per essere ascoltato in diretta streaming o disponibile in differita attraverso i podcast archiviati sulla piattaforma. I contenuti possono poi essere pubblicati in automatico sui profili dei principali social network, come facebook e twitter. È inoltre disponibile una versione mobile per iPhone e in cantiere quella per iPad.

La registrazione è gratuita, insieme a una serie di servizi, con alcuni limiti quali la durata delle singole trasmissioni (30 minuti).

Veniamo al modello di business. Il focus è sulla pubblicità, che si prevede di veicolare nei canali del sito, in particolare quelli sociali, sia mediante i tradizionali strumenti web – come banner, pagine personalizzate, messaggi integrati nel player – sia attraverso messaggi radiofonici, elemento forse ancor più tradizionale quanto paradossalmente innovativo per il web.

"Abbiamo deciso di investire in Spreaker", afferma Antonio Conati Barbaro, socio IAG che ha guidato l’operazione (anche detto champion, ndr.), "per l'innovazione della proposizione, la qualità della realizzazione, il team imprenditoriale e, in estrema sintesi, perchè crediamo che Spreaker abbia il potenziale per avere successo commerciale in tutti i principali mercati mondiali, in un contesto di industry musicale e media in piena rivoluzione".

Francesco Baschieri, co-fondatore e Amministratore Delegato di Spreaker, è molto contento dell’accordo: "Oltre all'investimento vero e proprio, il valore aggiunto per noi è rappresentato dalla vasta esperienza dei soci e dal loro network. Questa partnership darà a Spreaker la spinta necessaria per crescere velocemente in un mercato in forte espansione".

Il team ha allestito anche un blog dedicato, grazie al quale è possibile essere aggiornati sui prossimi passi del servizio e dell'azienda stessa.

Molto interessante – soprattutto nel giovane contesto italiano e data l’attuale crisi dei mercati – la formula di Italian Angels for Growth, realtà nata nel 2007, che oggi conta una sessantina di business angel con differenti disponibilità di budget. Questa la filosofia: mettendo insieme tanti budget piccoli, si fa un budget grande o, comunque, adeguato alle esigenze di una startup nelle sue primissime fasi di vita. Gli investimenti vanno dai 200 mila ai 500 mila e sono destinati a imprese ad alto potenziale di innovazione, sia italiane che estere. 800 i business plan esaminati e una ventina di proposte selezionate per uno stanziamento complessivo di 8 milioni di euro. Ne riparleremo sicuramente nei nostri prossimi post.